p 25 .

Paragrafo 5 . La guerra civile.

     
I  bolscevichi  si trovarono subito ad affrontare i numerosi  e  gravi
problemi  ereditati  dal regime zarista, cui si aggiunse  la  reazione
delle  forze  controrivoluzionarie.  Quelle  monarchico-conservatrici,
attraverso  l'azione  delle cosiddette "armate  bianche"  (dal  colore
delle divise degli ufficiali zaristi), riuscirono per qualche tempo  a
imporsi  in  vari territori. Esse furono inizialmente  sorrette  dagli
aiuti  militari e finanziari di Inghilterra, Francia,  Stati  Uniti  e
Giappone,  che  intendevano cos spingere la Russia  a  riprendere  la
guerra contro la Germania, impedire la diffusione della rivoluzione in
Europa,  ottenere dal governo russo il pagamento dei debiti  contratti
prima  e  durante  la guerra e impossessarsi di parte  del  territorio
russo.
     Anche  i  socialisti rivoluzionari, definitivamente  esclusi  dal
potere  nel  giugno  del 1918, quando vennero dichiarati  fuori  legge
tutti  i  partiti  di opposizione, si organizzarono militarmente,  per
lottare  contro  il  governo sovietico; il loro scopo  era  quello  di
riconvocare  l'assemblea  costituente,  ma  in  realt  finirono   per
fiancheggiare le iniziative reazionarie.
     Per   fronteggiare  le  forze  controrivoluzionarie  il   governo
bolscevico oper sul piano militare, politico ed economico. Alla  fine
di  gennaio  del  1918 si form l'"armata rossa  degli  operai  e  dei
contadini",  che  sotto  la  guida  di  Trockij  divent  un  esercito
compatto, ben organizzato ed addestrato.
     Per  acquisire  il  controllo assoluto del  sistema  politico,  i
bolscevichi  adottarono  vari provvedimenti:  concentrarono  tutto  il
potere nelle mani del partito, che, dal mese di marzo 1918, assunse il
nome di "comunista", esclusero
     
     p 26 .
     
     dai  soviet  gli  anarchici,  i  socialisti  rivoluzionari  e   i
menscevichi,  dichiararono fuori legge tutti i partiti di  opposizione
(successivamente  solo  ai  menscevichi e  ai  socialrivoluzionari  di
sinistra  venne  concesso  un  limitato  spazio  politico).  Strumento
fondamentale  per la repressione del dissenso fu la CEKA,  alla  quale
vennero attribuiti poteri assai ampi, in base ai quali poteva eseguire
arresti,   emettere  giudizi  e  procedere  ad  esecuzioni   sommarie,
instaurando  un  vero e proprio clima di terrore. Altri  provvedimenti
per  combattere  le  forze controrivoluzionarie e procedere  verso  la
dittatura del proletariato furono: la costituzione del "tribunale  del
popolo"; l'istituzione di una milizia popolare composta in gran  parte
da operai; la separazione della Chiesa dallo stato.
     La   situazione  economica  era  particolarmente   grave.   Nelle
campagne  i  contadini,  ai  quali erano state  distribuite  le  terre
confiscate  ai  grandi  proprietari,  preferivano  tenere  per  s  il
raccolto, piuttosto che consegnarlo al governo o venderlo sul  mercato
a  prezzi  politici;  i  pi  ricchi  poi,  i  cosiddetti  kulaki,  lo
nascondevano  per  venderlo  a  prezzi  pi  alti.  Nelle   fabbriche,
sottoposte   al  controllo  operaio,  gli  imprenditori   boicottavano
l'attivit produttiva. Per assicurare l'approvvigionamento delle citt
e dell'esercito, vennero formati comitati con l'incarico di provvedere
alla  raccolta  e  alla distribuzione delle derrate; fu  stabilito  un
rigoroso  razionamento dei viveri e vennero attuate  requisizioni  dei
prodotti  agricoli dei kulaki. I pi importanti settori dell'industria
e  dei  trasporti vennero nazionalizzati; per favorire l'aumento della
produttivit,  furono  corrisposti salari a cottimo,  legati  cio  al
rendimento,   e  venne  decisa  la  militarizzazione  dei  lavoratori.
L'adozione di tale politica economica, che sar definita "comunismo di
guerra",  consentir  il superamento di questa  prima  difficile  fase
della guerra civile, ma contribuir a determinare anche una situazione
di grave tensione economica e sociale.
     L'offensiva controrivoluzionaria ebbe inizio nella primavera  del
1918. Alle "armate bianche" si unirono le truppe straniere. Nel maggio
del  1918,  nella  regione  del Volga, una rivolta  antibolscevica  fu
organizzata  dai  socialisti  rivoluzionari.  Nello  stesso  mese   un
contingente   cecoslovacco  favor  la  formazione   di   un   governo
provvisorio   siberiano  composto  da  cadetti   e   nazionalisti.   I
bolscevichi,  per paura che i successi delle truppe zariste  potessero
favorire la liberazione dello zar, lo fucilarono insieme alla famiglia
il  17 luglio 1918 nella citt di Ekaterinburg (l'odierna Sverdlovsk).
Nel  frattempo a Vladivostok era sbarcato un primo corpo di spedizione
giapponese. Nei mesi successivi, in altri porti del mare  del  Nord  e
del  mar Nero, sbarcarono truppe inglesi, statunitensi e francesi, che
penetrarono nel territorio russo a sostegno delle "armate  bianche"  e
delle   varie   nazionalit  insorte.  Le  forze  controrivoluzionarie
riuscirono  cos a conquistare numerose regioni, ma, a  partire  dagli
ultimi  mesi del 1919, dopo che le truppe straniere si erano  in  gran
parte ritirate, vennero ripetutamente sconfitte.
     Quando  ormai  l'"armata rossa" aveva quasi ovunque  ripristinato
il  controllo  del  governo bolscevico, la Polonia mosse  guerra  alla
Russia  per  riconquistare  i  territori  che  qualche  secolo   prima
appartenevano  alla  cosiddetta  "Grande  Polonia".  L'"armata  rossa"
respinse le truppe nemiche e riusc ad arrivare alle porte di Varsavia
alla met di agosto 1920, ma fu costretta a ritirarsi dal contrattacco
dei  polacchi, aiutati dalla Francia e dalla Romania. Nel dicembre del
1920 fu firmato un armistizio ed iniziarono le trattative di pace, che
si conclusero nel marzo del 1921 con una soluzione di compromesso: la
     
     p 27 .
     
     Polonia  ottenne la Bielorussia ed alcune zone dell'Ucraina,  che
fu  in  gran  parte  assegnata  alla Russia.  Nel  frattempo,  con  la
sconfitta  delle  ultime resistenze antibolsceviche, anche  la  guerra
civile era terminata.
